6706 firme, un segnale forte. Grazie a tutti!

Il 4 novembre circa 500 dipendenti federali hanno partecipato alla marcia di protesta indetta a Berna durante la quale è stata consegnata anche una petizione con 6706 firme. Questo è un segnale forte che non può essere ignorato. Il lavoro del personale federale merita riconoscimento. Urge una politica del personale più responsabile. Il partenariato sociale deve riacquistare la sua importanza. Bisogna fermare i tagli ai salari e il peggioramento delle condizioni di impiego.

Versione integrale del comunicato stampa:

Il personale federale manifesta contro i tagli salariali e occupazionali

I dipendenti federali hanno indetto oggi a Berna una marcia di protesta contro i programmi di risparmio decisi dal Consiglio federale e hanno consegnato una petizione, con oltre 6700 firme, in cui chiedono maggiore riconoscimento per il loro lavoro.

Con la manifestazione odierna e la consegna della petizione firmata da oltre 6700 collaboratori il personale federale esprime il proprio disappunto per i tagli salariali e occupazionali. In particolare chiede una politica del personale più responsabile, il rispetto per i principi del partenariato sociale e lo stop al peggioramento delle condizioni di lavoro. Il personale federale lavora bene e si impegna per fornire alla popolazione e all’economia privata buone prestazioni. Per far fronte alle sfide che l’attendono nel campo della politica estera ed economica, l’Amministrazione federale ha tuttavia bisogno di risorse sufficienti.

La protesta e la petizione sono una reazione alla crescente pressione cui sono esposti i dipendenti federali. Stando ai sostenitori della deregolamentazione, l’Amministrazione è inefficace e inutile e ogni impiego supplementare è inteso quale fonte di ulteriori normative d’intralcio all’economia privata.  In Parlamento sono stati depositati diversi interventi che chiedono tagli radicali.

Il programma di risparmio promosso dal Consiglio federale colpisce in particolare i collaboratori più giovani e quelli che rientrano nelle classi salariali più basse: nessun adeguamento per il 2016, dimezzamento degli aumenti automatici e premi di fedeltà solo a partire dal decimo anno di servizio. Dal 2017 verranno inoltre soppressi centinaia di impieghi, verranno abrogati i contributi del datore di lavoro per la rendita AVS transitoria e verrà introdotto un sistema salariale senza progressione regolamentata.

Le associazioni APC, Transfair, Garanto, VPOD, Swisspersona e personale Fedpol hanno lanciato una petizione all’attenzione del Consiglio federale e oggi a mezzogiorno hanno consegnato le firme alla Cancelleria federale alla presenza di diverse centinaia di collaboratori, stufi di dover pagare in prima persona per le perdite di gettito imputabili a una politica fiscale sbagliata. Gli effettivi dell’Amministrazione federale non sono soprannumerari. Da anni i costi del personale si attestano solo all’8,4% delle spese totali. La quota d’incidenza della spesa pubblica è in costante diminuzione tanto che con il suo 31,3% è tra le più basse nel confronto europeo. Le associazioni del personale mettono in guardia da questo programma che comporterà tagli alle prestazioni a scapito della popolazione, i Cantoni e l’economia.

Foto:

  • Fotografie della protesta si trovano a Flickr.